Dalle linee guida WAI alla Legge Stanca

Vediamo ora nello specifico le regole tecniche che consentono di garantire l’accessibilità.

Già nel 1995 all’interno del W3C fu creata la WAI (web accessibility iniziative), con il compito di definire delle regole che garantissero l’accessibilità non solo ai contenuti web, ma anche agli user agents ed agli strumenti per la creazione di pagine web. Sono stati prodotti diversi documenti contenenti raccomandazioni, che nel corso degli anni si sono imposte come standard al pari di HTML, XHTML ed altri standard prodotti dal W3C.

Le legislazioni nazionali, prima fra tutte quella degli Stati Uniti, si sono ispirate a queste linee guida per dettare regole vincolanti. Ciò vale anche per la L. 4/2004, cosiddetta “Legge Stanca”, dal nome del ministro per l’innovazione Lucio Stanca.Sia le linee guida del W3C per l’accessibilità dei siti web sia la Legge italiana individuano diversi livelli di accessibilità, ai quali corrispondono regole tecniche sempre più stringenti. Il W3C ha individuato tre livelli di accessibilità, mentre la Legge italiana prevede due livelli: il primo, basato sull’applicazione di 22 requisiti di tipo oggettivo, è obbligatorio per le Pubbliche Amministrazioni e per i siti di pubblica utilità o di aziende che ricevono finanziamenti pubblici; il secondo, basato su una valutazione di tipo soggettivo, è facoltativo.Chi rispetta i diversi livelli di accessibilità può esporre sul proprio sito un apposito bollino, che ne attesta la conformità alle specifiche regole tecniche.Dove reperire maggiori informazioni?Sono molti i siti che si possono consultare per reperire informazioni su questo argomento. Il testo integrale della L. 4/2004 ed i relativi decreti attuativi si trovano a questo indirizzo.

Esistono poi molti siti tematici, contenenti manuali, articoli, traduzioni, forum.

Segnaliamo:http://www.webaccessibile.org: accessibilità e standard W3C (sito nato dalla collaborazione tra la sezione italiana dell’IWA/HWG e Human di Bazzman.com);
http://www.bazzmann.com: accessibilità, usabilità, standard W3C, webdesign (sito creato e gestito da Marco Trevisan);
http://www.webxtutti.it: sito nato dal progetto Infoweb della fondazione Ugo Bordoni, dedicato all’accessibilità ed all’usabilità del web;
http://www.webusabile.it: risorse on-line, articoli, libri, linee guida, mailing-list sull’usabilità, nato per iniziativa di Marco Sangalli e di Etnoteam;
http://www.diodati.org: traduzioni dal W3C e temi di accessibilità, curato da Michele Diodati, autore tra l’altro di un CMS per la creazione di blog accessibili;
http://www.fucinaweb.com: idee per forgiare siti accessibili ed usabili; raccolta di articoli, recensioni ed interviste sugli argomenti dell’accessibilità, usabilità e webdesign, curato da Antonio Volpon (in questo sito trovate anche in mio articolo sull’accesso al web da parte dei non vedenti);
http://www.webimpossibile.net: internet, comunicazione, diritto: riflessioni giuridiche sui diversi aspetti del web, compresa l’accessibilità, curato da Giovanni Acerboni e Lorenzo Spallino.
Sebbene la legislazione italiana si discosti leggermente dalle linee guida dettate dal W3C, è sicuramente opportuno conoscerle. Il testo integrale (in inglese) delle 14 linee guida, conosciute con il nome di Web contents accessibilità guidelinews (WCAG).
Paolo Graziani e Laura Burzagli nel sito dell’Istituto Nello Carrara del CNR hanno scritto una guida introduttiva alle linee guida, aggiungendovi dei consigli pratici. La guida si basa su una versione non definitiva delle WCAG 1.0, tuttavia conserva la sua validità, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta a questo argomento. Potete leggerla a questo indirizzo.

(articolo tratto da http://punto-informatico.it)


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