Il Web implicito e la sua economia

Traccie sulla neveQuando ci muoviamo in rete lasciamo parecchie traccie senza farci caso. I blog che visitiamo, la musica che ascoltiamo, i film che vediamo ecc.

In pratica, possiamo lasciare traccie su tutti i siti che riguardano argomenti di nostro interesse con cui interagiamo. Alcune volte esplicitamente, ad esempio con il bookmarking nel web sociale o inserendo un collegamento nel nostro sito web, e altre volte implicitamente, ad esempio lasciando traccie nei siti che visitamo.

Cos'è il Web implicito?

ll concetto di Web implicito è semplice: ogni volta che vediamo un'informazione è come un voto. Quando vediamo un articolo e spendiamo tempo per leggerlo, significa che è interessante. Quando vediamo un bel film, può darsi che lo consigliamo ad amici e conoscenti e se un brano musicale ci piace, lo ascolteremo più volte. Noi compiamo queste azioni inconsciamente, ma le conseguenze del nostro comportamento sono importanti. Le cose a cui dedichiamo attenzione hanno valore per noi perché ci piacciono.

Cosa succederebbe se ci fossero metodi che catturano le nostre scelte automaticamente? Come prima cosa saremmo in grado di spiare noi stessi. Non è così strano come sembra. Ad esempio, guardando la history del browser avremmo un elenco delle cose che ci piacciono e se queste informazioni potessero essere rese disponibili ai siti web, potremmo fruire di contenuti personalizzati più vicini ai nostri interessi.

Le meccaniche del Web Implicito

Il Web implicito si basa sui click, sul tempo che passiamo sulle pagine Web, sui copia e incolla e altro. Sebbene sia impossibile avere software automatizzati in grado di riconoscere correttamente i nostri gusti, si possono comunque ottenere risultati apprezzabili.

Tipicamente i motori di ricerca già ora monitorizzano dove gli utenti cliccano per capire quali sono i collegamenti rilevanti ed avvicinarsi ai gusti degli utenti.

Last.fm 

Un esempio di Web implicito è il sito last.fm, che sulla base di quello che gli utenti hanno comprato su iTunes e altri negozi di musica on-line, costruisce in automatico una playlist da far ascoltare ai suoi utenti con nuovi brani, scelti in base ai gusti musicali dell'utente. Per dare un'idea del valore economico di questo servizio, last.fm è stato recentemente comprato dalla CBS per 280 milioni di dollari.

Amazon e Google

Amazon è stato il primo sito a sfruttare il Web implicito con i suoi servizi di suggerimento di nuovi acquisti, sulla base degli acquisti precedenti e degli acquisti fatti da altri utenti ed è al centro della sua strategia di vendita. Ne avevamo già parlato in "Servizi tramite Widget".

Un'altra società che fa uso del web implicito e che recentemente è stata anche fortemente criticata per la sua invadenza nella privacy degli utenti è Google in quanto ad esempio, ogni click sulle pagine dei risultati di ricerca, vengono usati come feedback per migliorare le ricerche successive.

Questo introduce un altro punto fondamentale: la privacy degli utenti deve venire sopra di tutto. Niente dovrebbe essere fatto senza informare gli utenti e comunque bisogna permettere agli utenti una via di uscita

AttentionTrust

Il problema maggiore è la mancanza di standard, come già accennato nel post sull'economia dell'attenzione. L'obiettivo di questa nuova organizzazione è di definire un framework di base, cioé un'ambiente in cui discutere della proprietà dei dati di attenzione degli utenti. Il principio di base della discussione è che gli utenti sono proprietari dei dati riguardanti i loro interessi e devono essere loro a fornirli volontariamente.

Conclusione

Il Web implicito è già realtà ed è utilizzato da varie aziende, però gli utenti non ne sono consapevoli o almeno non esplicitamente. Il Web Implicito e l'economia dell'attenzione sono concetti importanti e ancora giovani. Si spera che questi dati vengano usati con la collaborazione degli utenti e che non vengano rubati dalle aziende che li usano, per cui definire degli standard in questo ambito è molto importante. Il Web implicito però non deve essere visto solo come possibile invasione della privacy, ma anche come possibilità di usufruire di nuovi servizi e contenuti più vicini ai nostri interessi.

 

 


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