I pericoli dei servizi gratuiti
Tutti apprezzano avere qualcosa gratis. Facciamo anche lunghe code per un aperitivo gratis a un'inaugurazione, e siamo contenti se ci fanno un regalo insieme alla macchina nuova. Amiamo le cose gratis, anche se sappiamo che quel gratis è solo un'illusione. Ad esempio, perché il venditore d'auto è ben felice di farci un piccolo regalo perché il profitto sulla vendita dell'auto è molto elevato. Ma a nessuno sembra preoccuparsi di questo, le cose gratis hanno comunque il loro fascino. Ma il concetto di avere qualcosa gratis sta imboccando una brutta strada?
Gli addetti al marketing hanno capito l'attrattività delle cose gratis molto tempo fa. Per decenni le aziende hanno fatto trucchi per dare l'illusione del gratuito ai clienti sprovveduti. Ma recentemente, questa sta diventando un'ossessione che sta portando a un nuovo fenomeno, per cui spesso al cliente non viene chiesto di pagare. Come è possibile? Perché l'affare per le aziende sta nella pubblicità. Gli uffici marketing sono felici di pagare per avere accesso ai dati dei clienti che dal lato loro sono ben felici di non pagare.
Stiamo entrando in un territorio pericoloso? Il percorso che stiamo imboccando porta come minimo ad avere dei clienti confusi e nel peggiore dei casi a pratiche monopolistiche. Una cultura in cui i consumatori pensano che sempre più beni e servizi debbano essere gratuiti non è sana.
Ha senso il gratis?
Molti servizi online attualmente sono gratuiti. Cioè, la gente non paga niente per utilizzarli e chi li offre fa soldi con l'advertising. La logica è che più gente usa i servizi, più le pagine saranno visitate e più pubblicità verranno mostrate, così gli inserzionisti saranno più contenti. A prima vista il ragionamento sembra avere un senso. Dopo tutto, anche la pubblicità sui giornali si avvicina a questo modello. Però non esattamente. I quotidiani migliori devono comunque essere pagati.
Il problema di questo modello è che quando l'economia peggiora, allora gli investimenti pubblicitari sono i primi ad essere tagliati. Ora, se l'unica fonte di guadagno è la pubblicità, evidentemente questo modello di business diventa difficilmente sostenibile, al contrario dell'esempio fatto sopra con i quotidiani, per cui comunque ci sono i ricavi di abbonamenti e vendite.
Il secondo problema è Google. La bellezza della pubblicità online è che è facilmente tracciabile e quindi si può misurare il ritorno economico dell'investimento (ROI). Il modello pay per click di Google è migliore del modello tradizionale basato sulle visualizzazioni. Ma poche altre aziende se lo possono permettere. Convincere la gente a cliccare sulle pubblicità è ancora molto difficile sul Web.
Quando gratis è male
Mentre non è chiaro che molti affari in un'economia possono essere sostenuti dalla sola pubblicità, sappiamo già che la gratuità può essere un'arma molto potente in mano alle grandi aziende. Ad esempio, recentemente IBM ha usato questa tattica praticamente per distruggere il mercato degli strumenti di sviluppo Java. Un giorno, qualcuno in IBM pensando a come vendere più server Blade, in un momento di illuminazione geniale ha capito che regalando un ambiente di sviluppo integrato per Java (IDE), IBM poteva uccidere i suoi concorrenti, aprire tutte le porte e vendere il suo prodotto più costoso.
Eclipse e gli strumenti collegati di debugging, testing e profiling per il codice Java non sono eccezionali. Ma sono abbastanza buoni, dato che sono gratis. A questo punto le aziende non possono più giustificare l'acquisto di prodotti - per esempio da Borland - e come risultato la strategia di IBM ha successo. In questo modo sono stati eliminati tutti i concorrenti e non c'è più nessuno che innova nel mercato dello sviluppo per Java. D'altra parte chi è che si impegnerebbe a competere con IBM per un prodotto gratuito?
Da gratis a un impero
Naturalmente, IBM non è la sola grande azienda che ha scoperto il potere del gratis. Il re del Web, Google ha espanso la sua sfera di influenza esattamente con la stessa tecnica. In un momento di illuminazione, Google ha lasciato il suo miglior algoritmo di ricerca gratis ai consumatori., sostenendo il motore di ricerca con la pubblicità. Elegante e utile. Ora abbiamo accesso a tutte le informazioni del mondo gratis. E di questo ne siamo riconoscenti.
La mossa successiva è stata un po' meno elegante ma sempre legittima - GMail. Google ha voluto fornirci un'email migliore e più semplice. La soluzione era di fornirla con la pubblicità. E' strano vedere la pubblicità nelle email, ma dopo un po' la gente si abitua e non la vede più. Bene.
La mossa successiva - Google Office - è stata un po' meno legittima. Nella sua corsa ad organizzare le informazioni, Google si è posta l'obiettivo di uccidere il suo peggior rivale: Microsoft. E per arrivarci, ha deciso di prendere uno dei suoi migliori prodotti e darlo via gratis. Bene, quasi. Per i consumatori, Google online office è completamente gratuito e per le aziende costa così poco che è praticamente gratis.
Il punto è che Google può regalare qualsiasi cosa per via del suo successo nella ricerca. Questo adesso è fatto apertamente ed è sbagliato. E' una partita a poker, in cui Google può alzare le puntate a piacere perché ha una buona scorta di soldi. Il punto è che questo tipo di gratis è sbagliato. E se domani decidesse di entrare nel mercato dell'ecommerce, potrebbe uccidere Amazon dando via libri gratis. Come reagiremmo? Poi, è noto che in situazione di monopolio, il prezzo diventerebbe sicuramente più elevato.
Generazione Gratis
Tristemente, molte persone vedrebbero i libri gratis da Google come una cosa buona. Dopo tutto, come società, ci aspettiamo che l'informazione sia libera, così non sarebbe un problema avere libri gratis. Questo è un punto di vista fuorviante ma si sta diffondendo. Stiamo crescendo una generazione di ragazzi che non vogliono pagare per niente. Lo vogliono gratis in cambio di un po' di pubblicità sopra.
Questo è pericoloso anche per altre ragioni. I ragazzi stanno crescendo non solo con un'aspettativa del gratis, ma pensano che tutto dovrebbe essere gratis. Naturalmente la rete sociale è gratis. Ma perché? Il telefono non è gratis, il cibo, i vestiti e la casa non sono gratis. Non è un paradosso?
Alcuni decenni fa, la gente aveva meno aspettative e lavorava per vivere e ottenere gli oggetti dei suoi desideri. Ora che la nuova generazione si aspetta tutto in cambio di niente, non c'è il rischio che ci sia un minore stimolo a lavorare per mantenere i propri standard di vita?
Conclusioni
La conclusione è che non ci sono pranzi gratis. Quando da qualche c' scritto il contrario, come minimo si sa che bisogna dedicare una parte della propria attenzione alle pubblicità. Anche il gratis sul web in realtà non è gratis. Stiamo ricevendo servizi in cambio del fatto che dedichiamo una parte del nostro tempo e della nostra attenzione alla pubblicità.
Ovviamente l'argomento di discussione non è semplice così come è descritto qui. Bisogna vedere il ruolo che gioca la pubblicità nel creare mercati monopolistici. Applicato ai beni materiali, le librerie sono gratuite grazie alle tasse dei contribuenti, ma è giusto che dei prodotti software siano distribuiti altrettanto gratuitamente?
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Articolo liberamente tradotto da: "The Danger of Free"
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