Liberté, Égalité, Fraternité… e Internet!

Sembra proprio che Internet oggi sia entrato tra i diritti fondamentali dell’uomo. Frase un po’ provocatoria che sottolinea, però, le speranze che la maggior parte degli utenti confida oggi nella Rete.

Globale, aperto, libero. Il Web, secondo un sondaggio commissionato dalla BBC all'azienda Globescan e condotto su un campione di quasi 30mila persone in rappresentanza di oltre 25 Paesi, è considerato un  servizio essenziale ed un diritto inalienabile e fondamentale.

Naturalmente, la ricerca prende in esame persone che già accedono alla Rete, tuttavia è significativo notare come l'approccio al tema dei navigatori nei vari Paesi del mondo sia differente.

Mentre Finlandia ed Estonia hanno sancito legislativamente il diritto dei cittadini ad accedere ad Internet, in altri Stati, a cominciare dal Regno Unito, oltre il 50% delle persone coinvolte nel sondaggio ritiene che una regolamentazione “leggera” dovrebbe comunque esserci. Stupiscono, poi,  Stati come la Corea del Sud, patria del gioco on-line, e la Nigeria, i cui cittadini hanno affermato che le autorità non dovrebbero minimamente regolare l'accesso alla Rete.

Tirando le somme, l'87% degli intervistati ritiene il Web un diritto fondamentale, e, di questi, il 70% di coloro che non hanno ancora accesso alla Rete, lo considerano un servizio necessario e vorrebbero poterne godere quanto prima. Tra i maggiori sostenitori della causa, troviamo Messico, Brasile e Turchia (che fa riscontrare il maggiore tasso di fidelizzazione ad Internet di tutta Europa) e la  Corea del Sud.

Tra le legate alla Rete al primo posto c'è il timore delle frodi, seguito dalla possibilità di imbattersi in contenuti espliciti o violenti, dal rischio della violazione della propria privacy e dalla diffusione dei propri dati personali.


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