Economia dell’attenzione

Non è un segreto che viviamo in un periodo in cui siamo tutti sovraccaricati di informazione. L’esplosione di nuove fonti di informazione online è un’arma a doppio taglio. Tutti apprezziamo e allo stesso tempo disperdiamo energie su siti di giornali, blogs, podcasts, foto, video, pagine personali di myspace ecc. E man mano che si va avanti e più il fenomeno aumenta.
Ad esempio, ogni 4-6 mesi raddoppia il numero di blog censiti da technorati e i posts pubblicati su techcrunch.
A causa di quest’esplosione di informazione saremo portati a leggere sempre di meno e scorrere solamente le notizie. Dal punto di vista di chi fornisce contenuti, significa che è sempre più difficile guadagnare attenzione.

Economia dell’attenzione

La faccenda diventa interessante quando ci rendiamo conto che
il nostro deficit di attenzione non è solo un nostro problema. E’ un problema dei siti dei giornali, dei blog, dei motori di ricerca ed anche dei rivenditori on line. La nostra scarsa attenzione gli crea problemi economici.
Tornando al punto di vista del consumatore, se i siti contengono informazioni rilevanti, questo sarà portato a tornarci, mentre invece se trova informazioni inutili, sarà ben lieto di passare immediatamente ad un altro sito sapendo che ci sono molte altri siti simili in giro per il mondo, e questo crea un danno economico agli inserzionisti che non riceveranno i soldi dei consumatori.
L’idea dietro all’economia dell’attenzione è che lo scopo è creare un mercato in cui i consumatori siano felici,perché se trovano informazioni utili, allora anche gli inserzionisti sono felici perché i consumatori felici spendono denaro.

I concetti di base

Le idee dietro all’economia dell’attenzione sono semplici. Vengono favoriti mercati in cui i consumatori acconsentono a ricevere servizi in cambio della loro attenzione. Lo scopo ultimo poi è sempre lo stesso: vendere qualcosa, ma la vendita non è necessariamente diretta né istantanea. Per esempio, i motori di ricerca mostrano le loro pubblicità in cambio di un aiuto a trovare risposte sul web.

E’ importante capire che l’ingrediente chiave nel gioco dell’attenzione è la rilevanza. Finché i consumatori vedono contenuti rilevanti, continuano a navigare nel sito e creano opportunità di vendita. In pratica, più un utente sta nel sito leggendo notizie, usufruendo di contenuti in genere e maggiore è la probabilità che clicchi su una pubblicità. Così la domanda diventa: come si a mostrare agli utenti contenuti rilevanti? A questa domanda si può rispondere in parte con dei meccanismi di raccomandazione (ad esempio quando Amazon suggerisce altri libri da comprare). L’ideale sarebbe generare contenuti personalizzati per ogni utente. Per avvicinarsi a quest’obiettivo bisogna raccogliere quante più informazioni possibile sull’utente.

Questo però si contrappone ad un diritto dell’utente: la privacy. Privacy che non significa non raccogliere alcuna informazione sull’utente, ma dare all’utente il pieno controllo sui dati che si conoscono di lui, in modo che possa scegliere quali servizi vuole ricevere in cambio della sua attenzione.

Fiducia

Una cosa importante come l’economia dell’attenzione ha bisogno di solide fondamenta. Il mercato ha bisogno di partecipanti che giocano seguendo le regole come entità definite ed indipendenti. Per questo sono stati fatti alcuni tentativi di definire quali sono queste regole. Sinteticamente:

- Proprietà: l’utente è proprietario della sua attenzione e può decidere che uso fare delle informazioni che lo riguardano.
- Mobilità: l’utente può spostare la sua attenzione dove vuole e quando vuole. L’utente ha la possibilità di trasferire l’attenzione.
- Economia: l’utente può dare attenzione a chiunque ed aspettarsi qualcosa in cambio di questo. L’attenzione ha un valore.
- Trasparenza: L’utente vede esattamente che uso viene fatto della sua attenzione.

La Tecnologia dell’attenzione

I concetti e i principi esposti sopra sembrano interessanti, ma pongono una domanda non del tutto trascurabile: come si fa tutto questo?
La tecnologia e l’architettura dell’informazione giocano un ruolo importante in questo mercato. Idealmente dovrebbero essere scritti dei protocolli e degli standard, cosa che ancora nessuno ha fatto.
Idealmente, dovrebbero essere tracciate sia l’attenzione implicita (i click) che esplicita da servizi fidati ed immagazzinati in un database. Gli utenti così hanno il controllo su che sistema usare per catturare la loro attenzione.
Una volta immagazzinata, gli utenti devono poter decidere a chi dare accesso ai loro dati di attenzione ed in questo modo anche le aziende possono avvantaggiarsi della collaborazione.

Sfide future

Malgrado la complessità dei problemi connessi, il mercato dell’economia dell’attenzione si sta sviluppando ed a portarci verso di esso sono l’economia del web e l’esplosione di fonti di informazione. Ecco i punti che dovranno essere affrontati in futuro.

- Database: le informazioni dovranno essere contenute in database pubblicamente accessibili e non proprietari.
- Tavola rotonda: le aziende dovranno creare un luogo di confronto per permettere alle organizzazioni di governare gli aspetti tecnici ed economici del mercato.
- Educazione: la gente ha bisogno di essere educata sul valore della propria attenzione a sui principi dell’economia dell’attenzione. Cercare di violare la privacy degli utenti non ha alcun futuro.

Tutte queste questioni non sono banali e devono ancora essere risolte, in particolare la creazione di standard tra le aziende.
Questa analisi dovrebbe servire a dare un’idea dei principi e dello stato dell’economia dell’attenzione. Fateci sapere cosa ne pensate.


Aumenta la diffusione di questo articolo View blog reactions

3 Commenti a “Economia dell’attenzione”

  1. Area sviluppo Tesene » Blog Archive » Amazon - servizi tramite Widget scrive:

    […] Dal punto di vista del marketing, a questo punto sorge la domanda: "se già sono al top, cosa si può fare per migliorare ulteriormente?". La risposta che hanno dato gli esperti di Amazon è di mettere piede nella blogosfera, ossia nella rete del web sociale. Come si fa questo? Creando dei widget che permettano agli utenti di portare i contenuti sui loro blog, o in altre parole, si permette agli utenti di fornire ai loro visitatori dei suggerimenti su quali libri comprare. In pratica si fornisce un valore aggiunto in cambio di pubblicità gratis sui blog degli utenti. A questo proposito, abbiamo pubblicato recentemente un articolo sull'economia dell'attenzione. […]

  2. Area sviluppo Tesene » Blog Archive » I pericoli dei servizi gratuiti scrive:

    […] Approndisci con "economia dell'attenzione" […]

  3. Il video più lungo (o di come la tv non sa più come reagire) | Mikamai scrive:

    […] I contenuti messi a disposizione da hulu presentano però una differenza sostanziale con quanto troviamo su youtube: la durata, appunto. Se teniamo conto di questo fattore dobbiamo riconsiderare la classifica, giudicando eccezionale il successo di hulu (in termini di tempo speso sul sito, una metrica fondamentale dell’economia dell’attenzione). […]

Scrivi un commento

Per inviare un commento devi fare il login.