Archivio della Categoria 'Web 2.0'

Adobe lancia la versione “Moviestar” del suo Flash Player - Qualità ad alta definizione per i video Web.

Mercoledì 22 Agosto 2007

Adobe ha rilasciato una nuova versione di Flash in versione beta (scarica dagli Adobe Labs). La principale novità è il supporto alla tecnologia H.264, uno dei formati più popolari nel campo dei Codec e supportato massicciamente da Apple nei suoi prodotti e nei suoi servizi. Il nuovo Flash ha il nome in codice di "Moviestar" non a caso.

Grazie ad H.264, il player aumenterà in maniera sensibile la qualità del video rispetto all'attuale versione 9. In termini pratici, come dice la stessa Adobe, sarà possibile distribuire filmati in alta definizione usando la tecnologia di streaming resa popolare da Flash. H.264 è impiegato sia da Blu-ray che da HD DVD come sistema di encoding e che grazie ad esso è anche possibile distribuire audio in qualità eccellente.
Tra le altre novità anche il supporto all'accelerazione hardware, quasi indispensabile vista la risoluzione che dovrà fornire. A questo si aggiungono il supporto per il formato Audio AAC ad alta efficienza (HE-AAC), il supporto multicore per il rendering vettoriale, la cache per i componenti più utilizzati ed il supporto per Microsoft Active Accessibility (MSAA) nella versione per Windows.

Questa innovazione è importante sotto vari punti di vista:

  • Il nuovo formato video sarà disponibile anche per gli sviluppatori della piattaforma Air;
  • H.264 è un formato di compressione standard, e quindi sono noti sia gli algoritmi di compressione che le specifiche;
  • Flash Player è installato sul 98,7% dei computer che accedono alla rete, e quindi i filmati in questo formato saranno visibili praticamente da tutti gli utenti.

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ABC di Twitter - FAQ, cos’è e come si usa.

Martedì 21 Agosto 2007

Twitter Questa vuole essere una guida informativa per dare un'idea di che cos'è questo fenomeno che gode di ampia considerazione nel mondo anglosassone e non un tutorial per utenti esperti.

Cos'è Twitter?

Twitter è una piattaforma di messaging multimodale. In parole povere, gli utenti di Twitter possono spedire e ricevere brevi messaggi tramite il Web, gli SMS client di instant messaging o applicazioni di terze parti (ad esempio queste).

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Gliffy - Visio in salsa Web 2.0

Martedì 31 Luglio 2007

GliffyOra è stata fatta con lo spirito del Web 2.0 un'applicazione che permette di fare molti dei grafici che fa anche Visio.

Per quanto riguarda quello che si vede, offre meno funzionalità, ma per le funzionalità di base, che sono anche quelle che si usano il 99% delle volte, è esteticamente più gradevole, più veloce ed anche molto più semplice da usare.

Il bello poi è che i grafici così fatti possono essere condivisi in rete ed utilizzati per sviluppo cooperativo.

I grafici che si possono fare sono diagrammi di flusso, diagrammi UML, schemi entità-relazioni per i DB, diagrammi di rete, schemi di arredamento, schemi di interfaccia utente e in generale qualsiasi schema si possa fare unendo tra loro questi elementi e le forme base.

Purtroppo un limite al momento è che il massimo dell'esportazione in locale è in formato SVG (altrimenti JPG e PNG). 

Per maggiori info, è disponibile una demo all'indirizzo: http://gliffy.com/gliffy 


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Google Gears per l’inserimento di dati anche off-line

Lunedì 30 Luglio 2007

Jack Herrington ha scritto il suo secondo articolo nella sua serie su Gears.

L'articolo è interessante perché entra nel dettaglio di come creare un'applicazione con inserimento dei dati tramite form, che lavori anche off-line.

Questo significa che gli inserimenti vengono memorizzati, in modo che quando l'utente si riconnette, ci sia la sincronizzazione dei dati inseriti.

I dati vengono inviati usando Prototype e Ajax.Updater.

 


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Pownce - Condivisione tra amici - Web 2.0

Mercoledì 18 Luglio 2007

Pannello di controllo Pownce.Pownce è l'ultimo arrivato nel mondo del social networking. Nel progetto è coinvolto Kevin Rose di Digg e questo è bastato a generare parecchie aspettative. Ma sono giustificate?

Pownce si autodescrive come "un modo per inviare roba ai tuoi amici". Si possono inviare collegamenti, files, eventi, messaggi tutti come tipi distinti. La funzionalità riguardante i messaggi è stata confrontata con Twitter, ma non è confrontabile. In un certo senso può essere considerata un'applicazione di micro-blogging, e alcuni la usano come tale, ma la mancanza di alcune funzionalità estetiche, la rendono poco usabile. E' invece più adatto come micro-forum tra amici, dato che messaggi e risposte risultano riuniti in thread.

Al momento Pownce è ancora in fase di testing ed è aperto solo ad invito (Chi vuole un invito può chiedermelo nei commenti). L'account di default permette messaggi illimitati, eventi e files, ma con dimensioni massime per ognuno di 10 MB. Per 20$ all'anno questo limite può essere portato a 100MB. Comprare un'account pro permette anche di disfarsi della pubblicità che c'è sulle pagine.

Accesso Desktop multi-piattaforma.

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Google Maps per tutti - 3

Martedì 17 Luglio 2007

Proseguiamo con la serie di tutorials sulle Google Map API e vediamo come si fa ad ottenere le coordinate di un posto, dato il suo indirizzo testuale.

In questo caso, l'oggetto che ci serve utilizzare è il Geocoder, pertanto dovremo inserire nel codice della nostra pagina una riga:

var geo = new GClientGeocoder();  

GClientGeocoder è l'oggetto che gestisce le comunicazioni tra la pagina Web e Google Maps. 

Il metodo da utilizzare per effettuare le interrogazioni è il seguente:

geo.getLocations(search, function (result))

dove search è la stringa che contiene la funzione è function è la funzione di callback che deve essere richiamata quando Google restituisce il risultato. 

Gli oggetti restituiti sono di tipo Placemark, quindi per estrarre i dati di interesse, si deve effettuare un ciclo sui risultati. Ad esempio:

for (var i=0; i<result.Placemark.length; i++) {
                  var p = result.Placemark[i].Point.coordinates;
                  var marker = new GMarker(new GLatLng(p[1],p[0]));

mentre lo stato della richiesta è contenuto nella proprietà:

result.Status.code

e può variare da G_GEO_SUCCESS in caso di successo a vari messaggi che indicano qual'è il tipo di errore incontrato.

Ad esempio, nell'esempio sotto riportato, il codice di errore viene gestito con un array associativo:

      reasons[G_GEO_SUCCESS]            = "Successo";
      reasons[G_GEO_MISSING_ADDRESS]    = "Indirizzo mancante: Indirizzo nullo o inesistente.";
      reasons[G_GEO_UNKNOWN_ADDRESS]    = "Indirizzo sconosciuto:  L'indirizzo inserito non è stato trovato, prova a controllare che sia stato scritto correttamente.";
      reasons[G_GEO_UNAVAILABLE_ADDRESS]= "Indirizzo non disponibile: L'indirizzo non può essere riportato per limitazioni contrattuali di Google Maps";
      reasons[G_GEO_BAD_KEY]            = "Bad Key: Sbagliato! Rivolgiti a mader@tesene.it per sapere come far funzionare questa pagina";
      reasons[G_GEO_TOO_MANY_QUERIES]   = "Troppe Queries: Sono state effettuate troppe queries da questo sito.";
      reasons[G_GEO_SERVER_ERROR]       = "Errore lato server.";
     
In caso di fallimento, poi viene riportato un messaggio con:

             var reason="Code "+result.Status.code;
              if (reasons[result.Status.code]) {
                reason = reasons[result.Status.code]
              }
              alert('Non trovato: "'+search+ '" ' + reason);

Se invece si ottengono dei risultati validi, vengono elencati e messi sulla cartina i relativi segnaposto.

if (result.Placemark.length >= 1) {
                document.getElementById("message").innerHTML = "Volevi dire:";
                // Loop nei risultati

               for (var i=0; i<result.Placemark.length; i++) {                  var p = result.Placemark[i].Point.coordinates;                  var marker = new GMarker(new GLatLng(p[1],p[0]));
                  document.getElementById("message").innerHTML += "<br/>"+(i+1)+": <a xhref='javascript:place(" +p[1]+","+p[0]+")'>"+ result.Placemark[i].address+"</a>";
                map.addOverlay(marker);
                }
                document.getElementById("message").innerHTML += "<br/>Se il risultato non è quello che desideravi, prova ad aggiungere informazioni";
              }

Da osservare che le alternative che Google fornisce, sono solitamente sullo stesso livello, per cui un C.so Roma non sarà mai messo come alternativa alla città di Roma, e simili.  

Per vedere come si applicano in pratica i concetti appena illustrati, è utile guardare la seguente demo:

Geocoder Demo

 


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Un primo sguardo a Google Mashup Editor

Venerdì 13 Luglio 2007

Un MashUp è anche un'applicazione web, che combina strumenti e dati da una o più sorgenti online.

Attualmente ci sono in giro parecchi mashup, fatti da persone volenterose che sfruttano il fatto che la maggior parte dei siti web che offrono servizi, mettono a disposizione anche dei feeds in XML che contengono dati strutturati, quindi combinano questi dati, li elaborano e li visualizzano fornendo informazioni aggiuntive.

Da poco, però Google ha fatto uscire dalla fase di sviluppo il suo Mashup Editor, che è una piattaforma fatta apposta per creare Mashup in modo estremamente semplice. Questa piattaforma mette a disposizione un'ambiente di sviluppo interattivo, che permette agli sviluppatori di modificare, compilare e gestire le proprie applicazioni.

Questo Editor è basato sulla tecnologia Ajax, e fornisce gli strumenti per creare semplici applicazioni Web e Google Gadgets, usando anche le applicazioni di Google, come ad esempio le Google Maps. Il tutto basato sulle tecnologie XML, JavaScript, CSS e HTML.

Una volta fatte le loro applicazioni, gli utenti possono provarle in una Sandbox, che ne permette il debug, e quindi decidere di pubblicarle sotto il dominio googlemashups.com.

Ecco alcuni esempi:

Fonte

 

 


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Applicazioni Web che funzionano anche Off-line con AIR

Domenica 8 Luglio 2007

Qualche tempo fa abbiamo riportato la pubblicazione di un EBook liberamente consultabile su Adobe AIR.

Ma in che cosa consiste esattamente?

In pratica, è un ambiente in cui si possono far funzionare files HTML con Javascript, Flash, PDF, il tutto con supporto per Database SqLite, supporto per le comunicazioni sulla rete, riconoscimento dello stato di connessione attivo o inattivo e altro. 

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Servizi di FeedBurner ora disponibili gratis.

Giovedì 5 Luglio 2007

Uno degli aspetti positivi del fatto che Feedburner sia entrato nel gruppo di Google è il fatto che ne ha ereditato al politica della distribuzione di servizi gratuiti. Dal 3 luglio i servizi a pagamento Stats PRO e MyBrand sono ora diventati gratuiti. Questa è sicuramente una buona notizia per i quasi 500000 utenti di Feedburner.

FeedBurner Stats PRO.

PRO è uno strumento analitico avanzato. Da qui si vede quente sono le persone che hanno guardato o cliccato i contenuti dei feed del blog. Per attivare queste funzionalità bisogna entrare nel proprio account e navigare nella sezione FeedBurner Stats PRO e cliccare su Item Views per attivare queste funzionalità. Ci verrà fornita una porzione di codice HTML da includere nelle pagine del blog per le statistiche.

MyBrand.

Questo servizio si trova nella sezione "My Account" e permette di mantenere la consistenza tra gli indirizzi dei feeds ed il nome del dominio. Per esempio, invece di usare  feeds.feedburner.com/MyFeedName, con MyBrand uno puòM usare: feeds.miodominio.it/MyFeedName. Chiaramente per poter usufruire del servizio, uno deve poter gestire il DNS del proprio dominio.


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Pubblicato Dojo 0.9 beta

Mercoledì 4 Luglio 2007

E' stata pubblicata la versione 0.9 del dojoToolkit. Sono stati introdotti i seguenti miglioramenti.

Velocità: è stato alleggerito di tutto il codice eccessivo, ridondante e non retrocompatibile. Ora il core può competere con gli altri toolkit analoghi. Inoltre, è stato separato il core dal sistema di widget dijit.js.

Accessibilità: uno dei principali obiettivi per la release 1.0 è l'accessibilità. Questo perché è giusto che le applicazioni ben fatte siano giustamente accessibili a tutti, tramite navigazione da tastiera, supporto agli screen reader, possibilità di lavorare in modalità ad alto contrasto, pur mantenendo tutte le caratteristiche che lo contraddistinguono.

Theming: il Dijit è interamente personalizzabile. Distribuito con un tema di default, è definita una struttura con cui si possono creare stili personalizzati di Dojo, per pagina, per nodo o per widget.

Documentazione: è in corso di lavorazione una nuova versione della documentazione Web delle API di dojo toolkit, seguendo criteri rigorosi circa gli standard di documentazione. Inoltre, inserendo la documentazione nei files, potrà essere generata automaticamente in qualsiasi momento, oltre che essere sempre più semplice da usare.

Attendiamo con impazienza le prime versioni stabili, per poterle usare anche in progetti di produzione.

 


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