Archivio di Luglio 2007

Gliffy - Visio in salsa Web 2.0

Martedì 31 Luglio 2007

GliffyOra è stata fatta con lo spirito del Web 2.0 un'applicazione che permette di fare molti dei grafici che fa anche Visio.

Per quanto riguarda quello che si vede, offre meno funzionalità, ma per le funzionalità di base, che sono anche quelle che si usano il 99% delle volte, è esteticamente più gradevole, più veloce ed anche molto più semplice da usare.

Il bello poi è che i grafici così fatti possono essere condivisi in rete ed utilizzati per sviluppo cooperativo.

I grafici che si possono fare sono diagrammi di flusso, diagrammi UML, schemi entità-relazioni per i DB, diagrammi di rete, schemi di arredamento, schemi di interfaccia utente e in generale qualsiasi schema si possa fare unendo tra loro questi elementi e le forme base.

Purtroppo un limite al momento è che il massimo dell'esportazione in locale è in formato SVG (altrimenti JPG e PNG). 

Per maggiori info, è disponibile una demo all'indirizzo: http://gliffy.com/gliffy 


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Google Gears per l’inserimento di dati anche off-line

Lunedì 30 Luglio 2007

Jack Herrington ha scritto il suo secondo articolo nella sua serie su Gears.

L'articolo è interessante perché entra nel dettaglio di come creare un'applicazione con inserimento dei dati tramite form, che lavori anche off-line.

Questo significa che gli inserimenti vengono memorizzati, in modo che quando l'utente si riconnette, ci sia la sincronizzazione dei dati inseriti.

I dati vengono inviati usando Prototype e Ajax.Updater.

 


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Nuovo Sistema Antispam

Venerdì 20 Luglio 2007

Lo SPAM ormai intasa le caselle di posta elettronica

Statistiche antispamLe caselle di posta elettronica sono da tempo diventate un bersaglio di attacchi di ogni tipo: vogliono venderci i loro prodotti che non abbiamo richiesto, rubarci soldi e dati personali custoditi nei nostri computer.
Lo spam, ovvero pubblicità non richiesta, rappresenta più dell’80% delle email che transitano in internet, un vero affare per chi lo manda, solo un fastidio per chi lo riceve: aumenta la dimensione delle nostre caselle, è necessario più tempo per scaricarle ed è obbligatorio districarsi tra le montagne di email che arrivano.

Come si pone Tesene di fronte a questo problema

Tesene ha sempre cercato di combattere questo problema. Nel corso di questi ultimi anni ci siamo dotati di software in grado di leggere e distinguere le email “buone” dallo spam e di filtri basati su analisi statistiche sulle email. Con questi mezzi abbiamo ottenuto ottimi risultati e siamo arrivati ad eliminare fino all’80% di spam. Essendo comunque il fenomeno in crescita esponenziale la soluzione in uso oggi non è in grado di essere aggiornata i tempo reale e di gestire volumi così elevati di posta in arrivo.
Abbiamo quindi deciso di investire in questo settore attivando una collaborazione con una delle aziende migliori al mondo e che ci ha assicurato un sopporto hardware e software di alta qualità ed in grado di risolvere questo fastidioso problema.

Soluzione

La tecnologia Ironport blocca oltre il 95% delle email in arrivo, contro l'80% che in media offrono i sistemi tradizionali.

Questo significa che la maggior parte degli utenti non vedono neppure lo spam e al limite quelli più bersagliati vedono un 2-3 messaggi alla settimana, e il tutto senza bloccare neppure una email buona.

Per maggiori informazioni visita il sito Tesene. 

http://www.tesene.it/internet/antispam.php 


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Layout fluido su due colonne, compatibile fino a IE5

Venerdì 20 Luglio 2007

layout fluido su due colonneA List Apart ha pubblicato un interessante articolo con la spiegazione di come si fa ad ottenere un layout fluido su due colonne, in modo che questo sia visualizzato allo stesso modo su tutti i browsers fino a IE5, sebbene questo non sia più usato. In pratica, in questo modo si riesce a far vedere il sito allo stesso identico modo al 100% dei visitatori.

Il risultato finale è visibile qui

L'evoluzione rispetto a quanto pubblicato nel 2004 su altre fonti, consiste nella compatibilità con Internet Explorer 7.

Principalmente, il risultato è stato ottenuto con i seguenti accorgimenti:

  • Specificare l'altezza e la larghezza del body come 100%
  • Nascondere l'overflow negli elementi body e html
  • Settare l'overflow ad auto per la colonna sinistra e destra, e nasconderlo per l'intestazione.
  • Fissare le dimensioni dell'header
  • Per la colonna sinistra, impostare le posizioni top, left e bottom come padding, quindi dargli una larghezza definita con unità di misura assoluta (es. 200px)
  • Per la colonna destra, specificare le posizioni top, left, right, bottom tramite padding

come gentilmente segnalato da Ajaxian.

In definitiva, il layout fluido su due colonne viene visualizzato correttamente su IE5.0 IE5.5 IE6 IE7 Firefox 1.5 Firefox 2.0 Safari Opera

 


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Gli esperti di marketing cambiano idea su Second Life

Giovedì 19 Luglio 2007

American Apparel chiuso

In un articolo interessante per il Los Angeles Times (LA Times), Alana Semuels ha scritto che varie grandi aziende USA che hanno la loro sede anche su Second Life (Il noto mondo virtuale tridimensionale dei Linden Labs), starebbero perdendo la loro attrattività se non anche la loro credibilità. 

In particolare hanno scoperto che anche chi spende 6$ al mese per la cittadinanza "premium" non è interessato a fare shopping come si poteva credere, facendo ritornare alcuni esperti sulle proprie idee circa un investimento su Second Life.

Secondo l'articolo, alcune grandi aziende come Best Buy, Sun Microsistems, e Dell stanno scoprendo che le loro sedi virtuali sono deserte, senza visitatori né staff. Il negozio virtuale di American Apparel espone l'insegna di chiusura e Aloft,una parte di Starwood Hotels & Resorts Worldwide Inc. ha donato il suo terreno virtuale ad un ente no profit. La Sun ha visto un evento che aveva organizzato andare deserto e anche sulla bellissima isola costruita dalla Dell non c'è mai nessuno.

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Pownce - Condivisione tra amici - Web 2.0

Mercoledì 18 Luglio 2007

Pannello di controllo Pownce.Pownce è l'ultimo arrivato nel mondo del social networking. Nel progetto è coinvolto Kevin Rose di Digg e questo è bastato a generare parecchie aspettative. Ma sono giustificate?

Pownce si autodescrive come "un modo per inviare roba ai tuoi amici". Si possono inviare collegamenti, files, eventi, messaggi tutti come tipi distinti. La funzionalità riguardante i messaggi è stata confrontata con Twitter, ma non è confrontabile. In un certo senso può essere considerata un'applicazione di micro-blogging, e alcuni la usano come tale, ma la mancanza di alcune funzionalità estetiche, la rendono poco usabile. E' invece più adatto come micro-forum tra amici, dato che messaggi e risposte risultano riuniti in thread.

Al momento Pownce è ancora in fase di testing ed è aperto solo ad invito (Chi vuole un invito può chiedermelo nei commenti). L'account di default permette messaggi illimitati, eventi e files, ma con dimensioni massime per ognuno di 10 MB. Per 20$ all'anno questo limite può essere portato a 100MB. Comprare un'account pro permette anche di disfarsi della pubblicità che c'è sulle pagine.

Accesso Desktop multi-piattaforma.

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Google Maps per tutti - 3

Martedì 17 Luglio 2007

Proseguiamo con la serie di tutorials sulle Google Map API e vediamo come si fa ad ottenere le coordinate di un posto, dato il suo indirizzo testuale.

In questo caso, l'oggetto che ci serve utilizzare è il Geocoder, pertanto dovremo inserire nel codice della nostra pagina una riga:

var geo = new GClientGeocoder();  

GClientGeocoder è l'oggetto che gestisce le comunicazioni tra la pagina Web e Google Maps. 

Il metodo da utilizzare per effettuare le interrogazioni è il seguente:

geo.getLocations(search, function (result))

dove search è la stringa che contiene la funzione è function è la funzione di callback che deve essere richiamata quando Google restituisce il risultato. 

Gli oggetti restituiti sono di tipo Placemark, quindi per estrarre i dati di interesse, si deve effettuare un ciclo sui risultati. Ad esempio:

for (var i=0; i<result.Placemark.length; i++) {
                  var p = result.Placemark[i].Point.coordinates;
                  var marker = new GMarker(new GLatLng(p[1],p[0]));

mentre lo stato della richiesta è contenuto nella proprietà:

result.Status.code

e può variare da G_GEO_SUCCESS in caso di successo a vari messaggi che indicano qual'è il tipo di errore incontrato.

Ad esempio, nell'esempio sotto riportato, il codice di errore viene gestito con un array associativo:

      reasons[G_GEO_SUCCESS]            = "Successo";
      reasons[G_GEO_MISSING_ADDRESS]    = "Indirizzo mancante: Indirizzo nullo o inesistente.";
      reasons[G_GEO_UNKNOWN_ADDRESS]    = "Indirizzo sconosciuto:  L'indirizzo inserito non è stato trovato, prova a controllare che sia stato scritto correttamente.";
      reasons[G_GEO_UNAVAILABLE_ADDRESS]= "Indirizzo non disponibile: L'indirizzo non può essere riportato per limitazioni contrattuali di Google Maps";
      reasons[G_GEO_BAD_KEY]            = "Bad Key: Sbagliato! Rivolgiti a mader@tesene.it per sapere come far funzionare questa pagina";
      reasons[G_GEO_TOO_MANY_QUERIES]   = "Troppe Queries: Sono state effettuate troppe queries da questo sito.";
      reasons[G_GEO_SERVER_ERROR]       = "Errore lato server.";
     
In caso di fallimento, poi viene riportato un messaggio con:

             var reason="Code "+result.Status.code;
              if (reasons[result.Status.code]) {
                reason = reasons[result.Status.code]
              }
              alert('Non trovato: "'+search+ '" ' + reason);

Se invece si ottengono dei risultati validi, vengono elencati e messi sulla cartina i relativi segnaposto.

if (result.Placemark.length >= 1) {
                document.getElementById("message").innerHTML = "Volevi dire:";
                // Loop nei risultati

               for (var i=0; i<result.Placemark.length; i++) {                  var p = result.Placemark[i].Point.coordinates;                  var marker = new GMarker(new GLatLng(p[1],p[0]));
                  document.getElementById("message").innerHTML += "<br/>"+(i+1)+": <a xhref='javascript:place(" +p[1]+","+p[0]+")'>"+ result.Placemark[i].address+"</a>";
                map.addOverlay(marker);
                }
                document.getElementById("message").innerHTML += "<br/>Se il risultato non è quello che desideravi, prova ad aggiungere informazioni";
              }

Da osservare che le alternative che Google fornisce, sono solitamente sullo stesso livello, per cui un C.so Roma non sarà mai messo come alternativa alla città di Roma, e simili.  

Per vedere come si applicano in pratica i concetti appena illustrati, è utile guardare la seguente demo:

Geocoder Demo

 


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Un primo sguardo a Google Mashup Editor

Venerdì 13 Luglio 2007

Un MashUp è anche un'applicazione web, che combina strumenti e dati da una o più sorgenti online.

Attualmente ci sono in giro parecchi mashup, fatti da persone volenterose che sfruttano il fatto che la maggior parte dei siti web che offrono servizi, mettono a disposizione anche dei feeds in XML che contengono dati strutturati, quindi combinano questi dati, li elaborano e li visualizzano fornendo informazioni aggiuntive.

Da poco, però Google ha fatto uscire dalla fase di sviluppo il suo Mashup Editor, che è una piattaforma fatta apposta per creare Mashup in modo estremamente semplice. Questa piattaforma mette a disposizione un'ambiente di sviluppo interattivo, che permette agli sviluppatori di modificare, compilare e gestire le proprie applicazioni.

Questo Editor è basato sulla tecnologia Ajax, e fornisce gli strumenti per creare semplici applicazioni Web e Google Gadgets, usando anche le applicazioni di Google, come ad esempio le Google Maps. Il tutto basato sulle tecnologie XML, JavaScript, CSS e HTML.

Una volta fatte le loro applicazioni, gli utenti possono provarle in una Sandbox, che ne permette il debug, e quindi decidere di pubblicarle sotto il dominio googlemashups.com.

Ecco alcuni esempi:

Fonte

 

 


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Software Open Source in Parlamento.

Giovedì 12 Luglio 2007

Riportiamo anche noi questa notizia, non tanto per il risparmio, quanto per il fatto che è indice del fatto che iniziano ad esserci parlamentari con una cultura nel settore ICT e che sanno utilizzare al meglio le nuove tecnologie. 

 

CAMERA: SI PASSA DA WINDOWS A LINUX PER PC DEPUTATI = (AGI) - Roma, 12 lug. - E' stato presentato ieri dai deputati questori (Albonetti, Colucci e Galante), insieme al dirigente del servizio informatica, il piano per il passaggio dell'infrastruttura informatica della Camera da Windows a Linux, il noto sistema operativo open source. Il piano prevede il passaggio graduale dell'intera amministrazione di Montecitorio al nuovo sistema (server, desktop e applicazioni) e l'opzione, a richiesta, per le segreterie e i deputati (compresi i computer portatili). Inoltre la biblioteca di Montecitorio rendera' disponibili al pubblico diverse postazioni informatiche con Linux. Il piano e' stato sviluppato dal servizio informatico e dai questori dopo l'accoglimento di un ordine del giorno di Pietro Folena, presidente della Commissione Cultura, in sede di bilancio della Camera. "Si tratta - spiega Folena - di una decisione straodinaria e rilevantissima. L'istituzione centrale del paese, il Parlamento, decide non solo di risparmiare (il che e' di per se' un obiettivo importantissimo), ma soprattutto decide di rendersi indipendente sul piano tecnologico, adottando un sistema open source e quindi liberandosi dai vincoli del software proprietario. In tal modo si va incontro alle esigenze di trasparenza e di sicurezza che sono doverose per una istituzione pubblica. L'esempio della Camera costituisce un importante precedente per tutte le amministrazioni pubbliche, alcune delle quali sono gia' passate a Linux determinando enormi risparmi (la provincia di Bolzano, ad esempio, risparmia cosi' 1 milione di euro l'anno). Il merito va ai deputati questori e all'amministrazione della Camera, che si sono dimostrati sensibili ad un tema tanto importante. Inviero' la mia proposta di legge sul software libero nella pubblica amministrazione a tutti i deputati, invitandoli anche a scegliere Linux per i loro computer in ufficio e per i portatili, sia per ragioni di costi che per quelle di sicurezza, trasparenza e liberta". (AGI)


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10 motori di ricerca alternativi sui blog

Mercoledì 11 Luglio 2007

Trendpedia

 Ci sono vari motori di ricerca alternativi sui blog, ma qui abbiamo scelto come primo TrendPedia, per via del fatto che oltre alle ricerche, mette in evidenza il trend sulle parole chiave inserite e permettendo di scegliere di visualizzare solo i posts di un determinato giorno.

 

trendpedia

Feedster

IceRocket

Sphere

BlogDimension

BlogSearchEngine

GigaBlast

Blogdigger

blogsaic.com

bloglines

 


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